La bicicletta di Garlasco (nella foto)
ed il plastico della villette di Cogne (di stucchevole memoria) sono
destinati a finire sul mercato delle cose vecchie, fuoriuso. È
questa la portata del nuovo Codice di autoregolamentazione in
materia di rappresentazione di vicende giudiziarie nelle
trasmissioni radiotelevisive firmato a Roma e diventato esecutivo
questa settimana. Le emittenti locali sono avvisate: i processi show
sono da oggi un illecito perseguibile dall’Authority sulle
comunicazioni per i non aderenti all’Ordine dei giornalisti e dalla
nostra giurisdizione deontologica per gli iscritti all’Albo. E’ una
svolta in uno dei settori che rischiava di trasformare i processi in
fiction. E’ previsto un Comitato di Controllo. L’intesa
sull’autoregolamentazione è stata siglata con l'accordo tra le
principali emittenti nazionali (Rai, Mediaset, TI Media), la
Federazione Radio Televisioni , l’Aeranti-Corallo, l’Ordine
nazionale dei giornalisti, la Federazione nazionale della Stampa e
l’Agcom. Le parti si sono impegnate ad osservare le seguenti
regole nelle trasmissioni televisive che abbiano ad oggetto la
rappresentazione di vicende giudiziarie in corso:
a) curare che risultino chiare le differenze fra documentazione e
rappresentazione, fra cronaca e commento, fra indagato, imputato e
condannato, fra pubblico ministero e giudice, fra accusa e difesa,
fra carattere non definitivo e definitivo dei provvedimenti e delle
decisioni nell'evoluzione delle fasi e dei gradi dei procedimenti e
dei giudizi;
b) diffondere un'informazione che, attenendosi alla presunzione
di non colpevolezza dell'indagato e dell'imputato, soddisfi comunque
l'interesse pubblico alla conoscenza immediata di fatti di grande
rilievo sociale quali la perpetrazione di gravi reati;
c) adottare modalità espressive e tecniche comunicative che
consentano al telespettatore un'adeguata comprensione della vicenda,
attraverso la rappresentazione e la illustrazione delle diverse
posizioni delle parti in contesa, tenendo ponderatamente conto
dell'effetto divulgativo ed esplicativo del mezzo televisivo che,
pur ampliando la dialettica fra i soggetti processuali, può indurre
il rischio di alterare la percezione dei fatti;
d) rispettare complessivamente il principio del contraddittorio
delle tesi, assicurando la presenza e la pari opportunità nel
confronto dialettico tra i soggetti che le sostengono - comunque
diversi dalle parti che si confrontano nel processo - e rispettando
il principio di buona fede e continenza nella corretta ricostruzione
degli avvenimenti;
e) controllare, nell'esercizio del diritto di cronaca, la verità
dei fatti narrati mediante accurata verifica delle fonti, avvertendo
o comunque rendendo chiaro che le persone indagate o accusate si
presumono non colpevoli fino alla sentenza irrevocabile di condanna
e che pertanto la veridicità delle notizie concernenti ipotesi
investigative o accusatorie attiene al fatto che le ipotesi sono
state formulate come tali dagli organi competenti nel corso delle
indagini e del processo e non anche alla sussistenza della
responsabilità degli indagati o degli imputati.
f) non rivelare dati sensibili, o che ledano la riservatezza, la
dignità e il decoro altrui, e in special modo della vittima o di
altri soggetti non indagati, la cui diffusione sia inidonea a
soddisfare alcuno specifico interesse pubblico.
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