La stampa italiana fuori dall’Europa

   
     

Attenzione, stiamo uscendo dall’Europa perché il nostro governo minaccia di comprimere la libertà di stampa. Il Consiglio regionale dell’Emilia Romagna fa suo il grido d’allarme lanciato da più parti in relazione anche al disegno di legge Alfano sul divieto di pubblicazione di intercettazioni e di notizie giudiziarie. Tale argomento era già stato tema della manifestazione organizzata all’Arena del Sole di Bologna in occasione dell’ ultima assemblea regionale. E’ stato riproposto nelle giornate sul diritto di libera espressione, torna d’attualità in queste ore in occasione della a consegna alla commissaria europea Viviane Reding, responsabile per l’Informazione e i media, della Carta europea per la libertà di stampa, siglata a fine maggio da una cinquantina di giornalisti di diciannove paesi della Comunità.

Il documento, frutto di un lavoro di anni, prevede, fra l’altro che i giornalisti non debbano “essere minacciati, limitati o resi passibili di sanzione per il loro lavoro”. Stabilisce “la protezione delle fonti e vieta le perquisizioni di redazioni”. Afferma poi solennemente che “le istituzioni statali o controllate dallo Stato non devono ostacolare la libertà d'accesso alle informazioni”; sancisce infine che “ i media e i giornalisti hanno il diritto di accedere liberamente a tutte le informazioni e fonti di informazioni”.

Come si conciliano tali affermazioni con quanto il governo sta preparando con un disegno che si vorrebbe approvato addirittura col sistema della fiducia all’esecutivo?

Ecco perché le organizzazioni internazionali ci hanno recentemente declassato da paese libero a paese parzialmente libero per quanto riguarda la libertà di stampa.

Ecco perché le classifiche internazionali ci collocano al quarantesimo posto dopo Cile, Benim e Numibia.

Ecco perché stiamo ora per entrare in contrasto con la normativa europea.

La questione non riguarda solo la nostra “corporazione”, ma pure gli editori che corrono il rischio di venire spolpati dalle sanzioni previste nei loro confronti, soprattutto i lettori che verranno compressi nel loro diritto costituzionale di essere informati.

Il consiglio dell’Emilia-Romagna rivolge, in questo clima, un appello ai colleghi per l’impegno alla vigilanza in vista anche di una possibile, prossima, clamorosa azione di protesta.

 

 

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