Anche i giornalisti dell’Emilia
Romagna ricordano, il 27 giugno, la strage di Ustica: l’abbattimento
del DC9 Itavia sulla rotta Bologna-Palermo. L’interessamento
specifico ad uno dei grandi misteri d’Italia ha almeno due validi
motivi: primo, il ruolo svolto dalla stampa più responsabile
nell’inchiesta (al punto che si parla di verità mediatica in
opposizione a quella giudiziaria); secondo perché l’Ordine regionale
ha recentemente deciso di promuovere un’iniziativa che tende ad
affiancarsi al museo per la memoria di Ustica, sorto a Bologna per
una convenzione tra ministeri della giustizia, dei beni culturali ed
enti locali come comune, provincia, regione. La premessa a
quest’ultimo progetto sta nella già esistente raccolta del materiale
giornalistico consistente in circa tremila articoli - catalogati e
digitalizzati - che permettono di seguire cronologicamente le
cronache, i commenti, le reazioni, gli sviluppi giudiziari della
vicenda. E’ stato un lavoro impegnativo, frutto di volontariato, che
ora, per andare avanti, richiede l’aiuto dei supporti elettronici di
catalogazione in uso nei singoli giornali.
Così l’Ordine ha inviato lettere personali ai direttori dei
principali quotidiani per chiedere l’utilizzo degli archivi delle
testate per completare la raccolta dei pezzi su Ustica da riversare
poi in un DVD a disposizione dei centri di documentazione aperti
agli studiosi.
Il presidente Bombonato ha inoltre fatto parte della giuria del
“Premio Ustica per il teatro civile”. Si tratta di una selezione
biennale di progetti da trasformare in realizzazioni sceniche sul
tema della memoria che diventa anche impegno sociale. Nella
selezione 2007 ha vinto il lavoro “San Bernardo” di Claudia Pugliesi
che è stato presentato nell’allestimento drammatico nel teatro Arena del Sole in via
Indipendenza a Bologna.
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Il ruolo della stampa
per la verità su Ustica
Lettera per gli Sponsor
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